L’isola

L’Isola del Giglio, seconda per estensione dell’Arcipelago Toscano, ha una superficie di 21 kmq; è situata ad ovest del promontorio di Monte Argentario dal quale la separa un braccio di mare di 13 km.

L’Isola, completamente montuosa, è costituita da rocce calcaree (soprattutto graniti) ed è percorsa da NO a SE da una dorsale che culmina a 496 m nel Poggio della Pagana. Le coste sono alte e poco articolate, l’insenatura più importante è il golfo del Campese con la spiaggia più grande, ma altre baie caratteristiche sono sparpagliate lungo tutta la linea costiera. La vegetazione prevalente è la macchia mediterranea. Il clima dolce favorisce la coltivazione della vite che, insieme alla pesca, è sempre stata una delle maggiori risorse della popolazione. Negli ultimi decenni l’economia dell’isola è basata sul turismo. Dal punto di vista amministrativo l’Isola appartiene alla provincia di Grosseto e costituisce con Giannutri il Comune di Isola del Giglio. Tre sono i centri abitati: Giglio Castello a 400 m di altezza, Giglio Porto sulla costa orientale e Giglio Campese sulla costa Nord-occidentale. L’Isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Giglio Porto

Punto di arrivo e di partenza dei traghetti che collegano il Giglio a Porto S. Stefano, è il centro commerciale più importante dell’isola. È circondato da tre assolate spiagge: Arenella, Cannelle e Caldane. Bene attrezzato per la nautica da diporto. Caratteristici i molti negozi, boutiques e ristoranti lungo la passeggiata intorno al porto.

Giglio Castello

Sede del comune, antichissimo borgo medioevale, arroccato sulla cima di una collina, è circondato da alte mura rafforzate da torri con tortuosi vicoli tutti lastricati in pietra. Di notevole interesse storico e artistico è la chiesa del 1300, nella quale, fra l’altro, è gelosamente custodito un crocifisso in avorio attribuito al Giambologna. Situato a 400 m sul livello del mare, circondato in parte da una pineta, offre un panorama stupendo ai turisti che durante il periodo estivo abitano i caratteristici appartamenti entro le mura. Dista dal mare circa 10 minuti di macchina.

Giglio Campese

Al centro di una stupenda insenatura, delimitata da un’incantevole scogliera, da un caratteristico porticciolo e da un chilometro di spiaggia, è il luogo più suggestivo di tutta l’isola. Vi si può ammirare la Torre medicea, una delle più belle di tutto il litorale toscano, costruita su uno scoglio e collegata all’isola da un caratteristico ponte. Fu costruita nel XVI secolo per difendere l’isola dagli assalti dei pirati. Valide le attrezzature turistiche e quelle sportive, come le scuole di nuoto e di surf.

Un po' di Storia

Il nome Giglio deriva dal greco aegilion, latinizzato in aegilium, per la presenza di capre sull’isola.
Abitata fin dall’età del ferro, fu una base militare durante la dominazione etrusca e un importante scalo commerciale in epoca romana tanto che Giulio Cesare ne parla nel ” De bello gallico”.
Fu proprietà della famiglia dei Domizi Enobarbi, che vi costruirono un’imponente villa. Nell’805 Carlo Magno donò l’isola all’Abbazia delle Tre Fontane; successivamente passò nelle mani di vari feudatari: Aldobrandeschi, Pannocchieschi, Gaetani e Orsini.
Nelle acque dell’isola nel 1241 la flotta di Federico ll sconfisse quella genovese che trasportava a Roma i prelati convocati da papa Gregorio IX per il concilio contro l’imperatore.
Dal 1264 al 1406 l’isola fu dominio di Pisa; nel 1448 fu occupata da Alfonso d’Aragona che la ripopolò con famiglie napoletane e dopo la vendette a Pio ll, diventando un feudo dei Piccolomini.
Con l’espandersi dell’Impero turco l’isola soffrì molti attacchi dai Saraceni; nel 1554 Khayr al-Din, detto il Barbarossa, la saccheggiò deportando 700 abitanti come schiavi, mentre il 18 settembre 1799 la popolazione eroicamente respinse l’ultima incursione.
Fu comprata nel 1559 da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo dei Medici; alla sua morte entrò a far parte del Granducato di Toscana e fu ripopolata con famiglie provenienti da terre senesi.
Divenuta parte del Regno d’Italia, nel 1873 divenne domicilio coatto per ergastolani fino al 1893.